Musei di Rimini

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Perchè riminimusei

Nel cuore di Rimini, città non solo di mare e di sogni, ma anche custode di testimonianze millenarie, il Museo della Città offre la chiave per la conoscenza dell'identità culturale di quella che oggi è nota al mondo come la capitale del turismo.

Ospitato nel settecentesco Collegio dei Gesuiti, progettato dall'architetto bolognese Alfonso Torregiani, il Museo racchiude le memorie civiche, raccolte a partire dal XVI secolo.

Conserva testimonianze del patrimonio locale raccolte da scavi, chiese ed edifici cittadini, a partire dal XVI secolo.
Vi sono esposte le opere della Pinacoteca, ove si possono ammirare dipinti, sculture e ceramiche, arazzi e oreficerie, l'imponente affresco con il Giudizio Universale proveniente dalla chiesa di Sant'Agostino, i capolavori della Scuola Riminese del Trecento, il raffinato Crocifisso di Giovanni da Rimini e il prezioso polittico di Giuliano da Rimini, vasellame e boccali decorati con stemmi malatestiani, preziose tavole dell'età d'oro della signoria dei Malatesta commissionate ad artisti di grande fama quali: Giovanni Bellini, Domenico Ghirlandaio, Agostino di Duccio, Pisanello e Matteo de' Pasti, Guido Cagnacci, il Centino, il Guercino e Simone Cantarini.

Il cortile interno ospita il Lapidario romano con un'ampia raccolta di iscrizioni dal I sec. a.C al IV d.C., monumenti sepolcrali provenienti dalle necropoli distribuite lungo le vie d'accesso alla città, iscrizioni che testimoniano interventi pubblici, quali il riassetto delle mura e la lastricatura delle strade cittadine, espressione del culto e della devozione, documenti sull'organizzazione sociale e familiare.
Uno spazio permanente è dedicato alla splendida produzione grafica di Renè Gruau, artista riminese che per oltre 70 anni ha operato nel campo dell'illustrazione di moda.
Recentemente è stata aperta la prima sezione del Museo Archeologico, dedicata alla Rimini imperiale del II e III secolo, con particolare risalto alla Domus di Palazzo Diotallevi, celebre per il mosaico delle barche, e alla Domus di piazza Ferrari, nota per il ricchissimo strumentario del medico-chirurgo.

Il progetto del museo archeologico prevede l’apertura entro pochi anni di altre sezioni che consentiranno di ripercorrere le tappe del popolamento del territorio a partire da 800.000 anni fa.

Il museo vanta una notevole attività di didattica, di collaborazione agli scavi archeologici, di attività espositive, di ospitalità per iniziative culturali (come conferenze, concerti, convegni) e di restauro.
Al suo interno sono attrezzate con strumenti audiovisivi alcune salette per la didattica.