Musei di Rimini

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Le sale malatestiane

Pietà
Foto di Gilberto Urbinati

La città in cui i Malatesti erano penetrati fin dagli inizi del XIII secolo, vede gli interventi urbanistici e monumentali di maggior rilievo legati alle figure di Carlo e Sigismondo: a quest'ultimo si devono Castel Sismondo e il Tempio Malatestiano, architetture che ancora oggi simboleggiano la Signoria e la Rimini umanistico-rinascimentale.
Al Castello, la residenza-fortezza, viene affidato l'intento celebrativo e la difesa della Corte. Contribuivano a connotare la dimora del signore, stemmi, epigrafi e simboli araldici affidati anche ad una cornice marcapiano di mattonelle maiolicate con la tipica rosa a quattro petali.
Nel Tempio Malatestiano Sigismondo realizza, seppur incompiutamente, il suo sogno di magnificenza raccogliendo, in questa sorta di arca, le memorie della Famiglia.
All'eleganza strutturale dell'esterno, progettato da Leon Battista Alberti, fa eco la ricchezza della decorazione interna ispirata al gusto cortese di cui è esempio il portastemma di Agostino di Duccio.
Sigismondo si circondò di personalità illustri e di opere realizzate dai più grandi Maestri del tempo: oltre agli artisti impegnati nei due grandi monumenti, lavorano per la corte Giovanni Bellini e Domenico Bigordi detto il Ghirlandaio, cui si devono il capolavoro della "Pietà" e la grande pala con al centro San Vincenzo Ferreri, ove sono raffigurati i componenti dell'ultima famiglia malatestiana.
Il visitatore può ammirare una cassa da corredo, in legno intagliato, unico arredo delle dimore di Sigismondo conservato fino ad oggi e la raccolta di medaglie realizzate da Pisanello e Matteo de' Pasti. Ricca la documentazione di ceramiche del Quattrocento provenienti da scavi riminesi e da collezioni.
Notevoli esempi del gotico internazionale amato dalle corti sono il Crocifisso ligneo e la statua di Santa Caterina, attribuiti ad artisti tedeschi del XV secolo.