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La domus di Palazzo Diotallevi. La sala di Ercole

Palazzo Diotallevi - Ercole
Foto di Gilberto Urbinati

Grandioso appare, al visitatore,  il mosaico figurato, in bianco e nero, del vano di rappresentanza della domus. Al suo centro è l’effigie di Ercole nell’atto di levare la coppa per la libagione. Intorno al dio, caratterizzato dalla clava e dalla pelle leonina, si irradia una articolata decorazione con motivi geometrici, racemi, animali¸ vasellame, racchiusa, su tre lati, da un'alta fascia bianca. Il kantaros, la grande coppa per il vino,  segna la soglia della sala, con riferimento ai banchetti che ospitava. Alla professione del padrone di casa allude la scena  con l’ingresso delle barche nel porto, che gli ospiti potevano ammirare dai loro letti tricliniari, apprezzando la fortuna del dominus nella sua attività marinara. La stanza presentava pareti caratterizzate da un forte cromatismo, in  contrasto con il bianco e nero del pavimento.

Lo splendore della mensa è suggerito dal servizio in bronzo custodito in un armadio ligneo. Si possono ammirare brocche, pentole, un tegame, una situla, un portalampada, grandi cesoie in ferro ed un lare danzante. Dell’armadio, carbonizzato nell’incendio che distrusse la domus nella seconda metà del III secolo d.C., rimangono i cardini, i chiodi in ferro e bronzo e la complessa serratura.