Brindare con gli occhi. Comunicare/Degustare le eccellenze dei vini del Riminese. Etichette e cartoline

Dal 4 settembre al 3 ottobre, al museo della Città di Rimini, nelle sale delle teche, gentilmente concesse dal Comune di Rimini, sarà visitabile, con ingresso gratuito, una mostra dal titolo:
Brindare con gli occhi. Comunicare/Degustare le eccellenze dei vini del Riminese. Etichette e cartoline”.
L’esposizione, ideata da Giorgio Conti ed Elia Barbiani degli Archivi della Modernità di Venezia, con la collaborazione di Patrizia Poggi, ha tre dimensioni: retrospettiva, prospettiva e propositiva.
La prima, è quella retrospettiva, in quanto intende ricostruire tramite oggetti, opere d’arte e documentazioni, a volte inedite, la storia della viticoltura e delle cantine eccellenti del territorio riminese, dal ‘900 ai nostri giorni. In particolare risalto l’attività produttiva di un protagonista del vino sangiovese, Isaia Sancisi di Santarcangelo, la cui produzione riscosse notevoli successi in Italia e nel mondo. E gli importanti esiti ottenuti, come scrive Gabriello Milantoni, ebbero a creare un indotto di lavoro e d’immagine, di cui si giovò l’intero distretto riminese, da quello agricolo dell’entroterra a quello turistico della riviera, prova chiarissima di quanto sia vincente l’idea di territorio come struttura unitaria e interconnessa, mentre determinante per la diffusione del prodotto fu la cura estetica delle etichette e degli imballi con cui venne presentato e distribuito il sangiovese di Romagna.
Una registrazione di quel passaggio epocale dal vino “quantitativo” (contadino, genuino e sfuso) tipico della domanda del turismo di massa al vino “qualitativo” (in bottiglia ed etichettato), garantito,
fin dal 1962, dal Consorzio vini di Romagna: “Il Passatore” e in seguito dall’assegnazione delle Doc fino alle DOCG. Un percorso di eccellenza che ha ricevuto un riconoscimento internazionale dall’Associazione Nazionale Città del vino, avendo inserito il Rebola e il Sangiovese, tra i vini premiati al XIX concorso enologico internazionale Città del Vino 2021.
L’ideazione del premio è stata promossa da Alfredo Monterumisi, referente dell’Ambasciata delle Città del Vino d’Europa, sede di Rimini, per celebrare il centesimo anniversario della nascita di
Federico Fellini (1920-2020), slittato di un anno a causa della pandemia, come del resto lo stesso concorso enologico.
La premiazione avverrà sabato 4 settembre, alle 16,30, presso il Museo della Città alla presenza di rappresentanti nazionali dell’Associazione. La seconda dimensione, quella prospettiva, cerca di rispondere alla domanda: “Come si comunicano le eccellenze dei vini tramite le etichette?” Grazie alla collaborazione di LABA Libera Accademia di Belle Arti, sede di Rimini e la docente Maria Cristina Serafini, gli studenti del corso di Graphic Design si sono cimentati nel dare immagine alle tipologie dei vini più importanti del Riminese.
Le bottiglie sono state collocate in teche, a mo’ di “teatrini”, dove gli oggetti vintage e opere d’arte dialogano con le bottiglie con le nuove etichette progettate ad hoc.
Sempre le etichette, ma in questo caso quelle d’artista, d’autore, curiose o con materiali inediti dalla ceramica ai ricami, dal Pop up al green, sono le protagoniste di una sezione speciale della
mostra. In questo caso si vuole ribadire la necessità di cimentarsi con le sfide globali del mercato, rimarcando una visibilità estetico-artistica e non solo produttiva delle bottiglie di vino Made in Italy. Ma le etichette tradizionali avranno un futuro? Forse l’applicazione della realtà aumentata anche nel marketing del vino potrebbe rappresentare una risposta a questa domanda di dar vita e immagine ad un futuro ipertecnologico.
Conclude l’esposizione la dimensione propositiva quella che riflette sulla progettazione di una Wine Land della Romagna che, in maniera consortile, sappia valorizzare le potenzialità e le diversità
della viticoltura e della vinificazione che vanno dal territorio Ferrarese al Riminese, passando per la Romagna interna. Un progetto che dovrà confrontarsi con le sfide dei cambiamenti climatici, della sostenibilità integrata (ambientale, economica e socio-culturale) e con le opportunità finanziarie offerte dalla PAC (Politica Agricola Comunitaria).
Un progetto dai tempi lunghi che va Oltre alla monocoltura balneare intendendo promuovere: Altri turismi, come ad esempio l’enoturismo, soprattutto tramite la valorizzazione dei paesaggi ecoculturali rurali, che dovranno essere studiati, tutelati e “fotografati” al pari di quelli naturali. Una nuova strategia eco-economica Glocal (Globale e Locale assieme). Infatti come sostiene Alessandra Priante, direttrice per l’Europa dello UNWTO (United Nations World Tourism Organization), dopo il Covid, per il futuro: “Il turismo enogastronomico è e sarà il motore della ripartenza dell’intero settore.(…) Oggi in Italia, in Europa, e in gran parte del mondo la motivazione enogastronomica è quella principale nella scelta di una destinazione. E sono sicura che non si tratti solo di una tendenza, ma di una realtà che rimarrà tale anche dopo il Covid.” (La Stampa 25 08 2021)
Un progetto come la Wine Land dovrà far parte anche di un piano strategico ad hoc regionale, partecipato e condiviso sia dagli Enti Locali, sia dai produttori e dai cittadini.
Il 16 settembre, alle 16,30, al Museo della città di Rimini, ci sarà un evento, gratuito su prenotazione, dal titolo: “Come si degustano i vini? Dall’apprezzamento al prezzo.”
Il docente Francesco Angelini dell’Università di Bologna, sede di Rimini, in collaborazione con l’enoteca Fermenta di Rimini, guiderà i partecipanti ad esplorare le valutazioni virtuose o fallaci tra sensazioni emotive (le etichette), quelle argomentative - oggettive di un sommelier e quelle soggettive - gustative, nel determinare la relazione tra apprezzamento e prezzo “virtuale” dei vini eccellenti offerti gratuitamente alla degustazione.

museo della Città
Luigi Tonini 1, Rimini47900 Rimini , RN