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MENTE LOCALE 2018. Appunti di geostoria. Patrimoni culturali e territori

 

Ciclo di incontri. Rimini, Museo della Città “L.Tonini”- Sala del Giudizio, 14 novembre – 5 dicembre 2018


Dal 14-11-2018 al 05-12-2018

mente locale 2018

Mente locale, il ciclo di incontri rivolto agli insegnanti e aperto alla cittadinanza, torna come di consueto in autunno con una serie di quattro appuntamenti raccolti sotto il titolo "Appunti di geostoria. Patrimoni culturali e territori".

Al centro un tema che sottolinea l'intima relazione fra azioni umane e ambiente per suggerire un approccio integrato nel tempo e nello spazio al patrimonio culturale e alla storia.

Dopo un'introduzione metodologica a cura dello storico Andrea Santangelo, gli incontri proporranno approfondimenti su luoghi, monumenti, personaggi, opere d'arte e collezioni  testimoni di pagine di storia, sottolineando il rapporto con il contesto storico e territoriale che li ha visti nascere e in cui sono cresciuti.

Riflessioni sulla realtà locale che prendono spunto dall'attività espositiva dei Musei, dalla proposta culturale del Comune, incentrata in questa fine di anno sull'inaugurazione del Teatro Galli, e da un'esperienza artistica, quale quella della scuola pittorica del Trecento riminese, legata indissolubilmente all'ambiente in cui si sviluppa e al contempo testimone della relatività dei confini  politici e dell'importanza del tessuto delle relazioni.

La rassegna apre il 14 novembre con l’intervento di Andrea Santangelo, inventore con Lia Celi  della Storioterapia, che proporrà nuove chiavi di lettura per presentare la storia  in modo piacevole, divertente e facilmente memorizzabile.

Il secondo appuntamento - 21 novembre - affidato all'antropologa museale Sonia Migani, sarà dedicato al Museo degli Sguardi sul cui straordinario e originale patrimonio ha acceso recentemente l'attenzione la mostra “Oltre gli sguardi. Istantanee etnografiche dai depositi del Museo degli Sguardi di Rimini” allestita al Museo della Città in occasione del Festival del Mondo Antico. Un patrimonio di oggetti provenienti da Africa, Oceania, America Precolombiana e Cina -raccolti nella seconda metà del secolo scorso da alcuni viaggiatori/collezionisti- che Rimini non a caso ha  “adottato”, confermando la vocazione di un territorio per sua natura ospitale, aperto fin dalla protostoria ad accogliere popoli e culture.

Il ciclo prosegue il 28 novembre con l'archeologa Renata Curina, che racconterà più di duemila anni della storia di Rimini attraverso le scoperte realizzate in occasione delle campagne di scavo condotte nell'area del Teatro Galli: le trasformazioni di un isolato abitato fin dalla fondazione di Ariminum e, dal medioevo, affacciato sugli spazi del potere religioso, politico e giudiziario, diventano paradigmatiche del vissuto della città, fra urbanistica, architettura, storia, economia, società e cultura.

L'appuntamento conclusivo vede protagonista la scuola di pittori riminesi del Trecento da anni oggetto di studio da parte dello storico dell'arte Alessandro Marchi: un cenacolo di artisti che operano in un vasto ambito territoriale, diffondendo la loro arte in Romagna, in Veneto, nelle Marche e lungo l'altra riva dell'Adriatico a conferma dell'intensa trama di traffici marittimi e di legami culturali che univa le due sponde nonostante le diversità etniche e politiche e i tanti contrasti.

Il ciclo di incontri è promosso dai Musei Comunali di Rimini in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Rimini e con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.


Il calendario:

MENTE LOCALE
Appunti di geostoria. Patrimoni culturali e territori
Ciclo di incontri  rivolto agli insegnanti e aperto alla cittadinanza
14 novembre – 5 dicembre 2018

Mercoledì 14 novembre, ore 17
Inaspettate visuali sulla storia. Luoghi, persone e oggetti come chiavi di conoscenza storica.
Andrea Santangelo (storico)

La storia, se spiegata in modo divertente e facilmente memorizzabile, è piacevole, istruttiva, utile e dà perfino dipendenza. Per arrivare a questo risultato occorrerebbe però ribaltare il paradigma dell’insegnamento della storia utilizzato sinora, fondato sullo studio sui libri che tende purtroppo a rendere frammentati gli eventi storici. Occorre pertanto meno nozionismo e più utilizzo di chiavi di lettura o ancore mnemoniche: si può partire da una battuta, per poi inserire una curiosità su di un personaggio storico e mostrare un oggetto del passato. Poi unire il racconto della storia alla geografia, mettendo così in connessione tutti i cambiamenti e le trasformazioni che hanno portato un paese a essere quello che è. Una volta ben chiare le dinamiche del flusso territoriale degli eventi storici, risulterà poi più facile inserire il singolo personaggio o il dato evento storico nella propria mappa mentale.

Laureato in storia antica e profondo conoscitore della storia militare, Andrea Santangelo se ne occupa parlandone in conferenze, corsi, convegni, festival, trasmissioni radio e TV, oppure scrivendone su giornali e riviste specialistiche. Finora ha pubblicato 19 monografie e con la giornalista Lia Celi ha inventato la Storioterapia.

 
oltre gli sguardi

Mercoledì  21  novembre, ore 17
Il Museo degli Sguardi di Rimini: uno strumento per un approccio all'antropologia e all'educazione interculturale.
Al termine visita guidata alla mostra Oltre gli Sguardi
Sonia Migani (antropologa)

Orizzonti culturali lontani sono quelli che l’antropologa Sonia Migani delineerà nel secondo incontro, Il Museo degli Sguardi di Rimini: uno strumento per un approccio all’antropologia e all’educazione interculturale in programma mercoledì 21 novembre alle ore 17 nella Sala del Giudizio. Al termine dell’appuntamento è prevista la visita guidata alla mostra Oltre gli sguardi  allestita al piano terra del Museo della Città.

Ripercorrendo la storia delle collezioni etnografiche che dal 1972 hanno costituito l’odierno Museo degli Sguardi di Rimini, si tenterà di svolgere un’analisi sulle dinamiche che sottendono al processo di interpretazione del patrimonio culturale proveniente dai paesi extraeuropei.
L’analisi delle rappresentazioni delle cosiddette “culture altre” che l’occidente ha costruito in passato e il ripensamento che da diversi decenni investe il museo etnografico, inducono a proporre una riflessione anche sul ruolo del Museo degli Sguardi.
La sfida imposta da una società sempre più multiculturale richiede, infatti, istituti in grado di produrre rappresentazioni che mettano in discussione, attualizzandoli, concetti come alterità, differenza e uguaglianza, insieme a nuove narrazioni che superino la visione etnocentrica che ancora oggi, spesso, è dominante.

Sonia Migani, antropologa museale, è socia dell’Associazione degli antropologi museali SIMBDEA e membro del comitato scientifico del Museo della Linea dei Goti di Montegridolfo. Ha pubblicato La Guida ai musei etnografici dell’Emilia Romagna (Ediz. Diabasis 2006) e partecipato ai lavori del comitato ordinatore del Museo degli Sguardi. In precedenza ha collaborato a progetti del Museo delle Culture Extraeuropee Dinz Rialto.
 
Mercoledì 28 novembre, ore 17
Duemila anni di storia. Gli scavi archeologici a Teatro Galli
Renata Curina (archeologa - Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna)

I resti architettonici rinvenuti nel complesso del Teatro Galli documentano non solo un modello insediativo, scandito per i secoli centrali dellimpero da unalternanza tra aree scoperte, ambienti di servizio e di rappresentanza, ma anche levoluzione di un quartiere urbano dalla fondazione di Ariminum fino alla tarda antichità. Le trasformazioni dellisolato, fin dalla nascita della colonia e, dal Medioevo, affacciato sugli spazi del potere religioso, politico e giudiziario, diventano paradigmatiche del vissuto della città, fra urbanistica, architettura, storia, economia, società e cultura.

Renata Curina, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna, per anni è stata responsabile della tutela del territorio del comune di Rimini insieme ai comuni collocati lungo la costa adriatica. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni e interventi a convegni anche di livello internazionale.

Mercoledì 5 dicembre, ore 17
La diaspora dei pittori riminesi del Trecento
Alessandro Marchi (storico dell’arte - Polo Museale dell’Emilia-Romagna )

Al centro della conversazione un cenacolo di artisti che operano in un vasto ambiente territoriale, diffondendo la loro arte in Romagna, in Veneto, nelle Marche e lungo la riva opposta dell’Adriatico a conferma dell’intensa trama di traffici marittimi e di legami culturali che univa le due sponde nonostante le diversità etniche e politiche e i tanti contrasti.

Alessandro Marchi, laureato in Storia dell’Arte con specializzazione in Storia dell’arte medievale e moderna, dal 1999 riveste la qualifica di Funzionario Storico dell’Arte nell’ambito del Ministero dei Beni Culturali. Ha collaborato con i musei di Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, nonché a numerose mostre e convegni quali l’importante rassegna dedicata alla Pittura Riminese del Trecento; attualmente opera presso il Polo Museale dell’Emilia Romagna come Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina, del Museo di Casa Pascoli a San Mauro Pascoli, della Fortezza di San Leo. Per anni ha svolto numerosi incarichi di insegnamento di storia dell’arte nell’ambito di vari corsi organizzati da diverse istituzioni culturali regionali e universitarie; ha successivamente ricoperto l’incarico di professore di Storia dell’Arte Medievale (Università di Bologna) e di Storia della Legislazione artistica (Università di Urbino). Dal 1982 ha pubblicato circa trecento scritti fra articoli in riviste scientifiche, studi e saggi, schede di opere in cataloghi di musei, mostre ed altro.

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Al termine verrà rilasciato un attestato in relazione alle effettive ore di presenza.
La partecipazione è libera e gratuita.
È gradita la prenotazione attraverso la scheda in allegato.
 
Info
0541 704421 – 26